Mosca 1

Dagli zar agli imperatori di tutte le Russie
Il viaggio della Banca di Credito Cooperativo di Borghetto Lodigiano a Mosca e San Pietroburgo

Dopo l’interessante escursione dello scorso 2015 negli Stati Uniti in generale ed a New York in particolare, la Banca di Credito Cooperativo di Borghetto Lodigiano ha intrapreso, quest’anno, un viaggio all’Est, sulle tracce dei tesori della Russia ex sovietica, alla scoperta delle grandi città di Mosca e San Pietroburgo, l’antica metropoli dedicata, un tempo, al ricordo di Vladimir Lenin e forse oggi “malata di una nobiltà decaduta”.
Un lungo percorso storico, artistico, etnico e spirituale che si è snodato nella terra e nei luoghi dove un tempo dominavano prima gli zar e poi gli imperatori di tutte le Russie.
L’incontro con Mosca (dove i partecipanti hanno trovato alloggio nell’imponente Hotel Azimut Olympic) si è dimostrato una piacevole sorpresa; partenza, da subito, con la visita alla Cattedrale del Cristo Salvatore; proseguimento quella al complesso di Novodevici (che contiene la stupenda cattedrale Smolensk), imponente monastero-fortezza destinato in passato alle fanciulle discendenti della famiglia reale o a quelle appartenenti alla grande nobiltà (i cosiddetti bojardi) che, molto spesso forzatamente, prendevano i voti. Si continua poi con la sosta alla bella Galleria Tret’jakov, ricca di oltre cinquecento capolavori raccolti da Pavel, il capostipite dell’omonima famiglia; indimenticabili, soprattutto, le sale con le antiche icone che costituiscono, ancora oggi, uno dei suoi maggiori tesori.
Molto positiva anche l’escursione a Serghijev Posad (l’ex Zagorsk), grande luogo di culto considerato il centro della religione ortodossa russa, con la visita al monastero, alle sue cattedrali ed alla miracolosa fonte.
Emozionante la sosta sulla Piazza rossa, per anni il cuore pulsante dell’impero sovietico, ai tesori del Cremlino -- l’antica cittadella della Russia --, alla Cattedrale e all’Armeria.
Anche il percorso guidato nella “luminosa e luminescente” Mosca notturna così come quello nelle stazioni della storica Metropolitana si sono rivelate esperienze gradevoli e ricche di fascino.
Tappa obbligatoria la rituale passeggiata sulla via Arbat -- la principale arteria della zona ovest di Mosca e attualmente una delle strade più vivaci della città -- per gli irrinunciabili acquisti dei più classici souvenirs: dalle matriosche ai carillon, dalla vodka al caviale.
Chiusa la parentesi moscovita immediata partenza per San Pietroburgo, l’antica capitale dell’impero, distante oltre settecento chilometri ma raggiunta in poche ore grazie ad un treno a percorrenza veloce.
Il tempo della sistemazione nel centralissimo Hotel Crowne Plaza Ligovsky e poi via alla scoperta della città visitando piazze (quella del Palazzo d’Inverno e quella di Sant’Isacco, dove si eleva la cattedrale, una delle chiese più imponenti del mondo) e palazzi (come il Puskin, la residenza estiva degli zar). Coinvolgente e ricca di pathos, ad esempio, la sosta nella Cattedrale di san Nicola (realizzata in stile barocco ed arricchita da una stupenda iconostasi di legno intarsiato eseguita nella seconda metà del settecento) ammantata da una spiritualità dal sapore antico; il tutto senza dimenticare la reggia di Petrodvoréc (realizzata per volere di Pietro il Grande e disposta su tre terrazze naturali comprendente parchi, boschi e palazzine); oppure il canonico percorso sul battello nei canali tracciati dalla Neva, attraversando piccoli e grandi ponti, antichi e moderni.
Molto interessante la visita alla fortezza dei Santi Pietro e Paolo, primo edificio costruito nel 1703, nella nascente città di San Pietroburgo, ben presto trasformato in carcere e nelle cui celle sono passati molti illustri personaggi della storia di questi ultimi tre secoli
Perla del vagabondaggio petroburghese è stata comunque la visita all’Ermitage, uno dei più importanti musei del mondo per la vastità ed il numero delle opere esposte.
Il collegamento di tutti i partecipanti attraverso WhatsApp (molto spesso goliardicamente utilizzato per stigmatizzare spassose immagini di persone e gruppi) si è dimostrato uno strumento utile e tempestivo per coordinare l’attività quotidiana.
Come per la passata esperienza americana il vicepresidente Angelo Boni si è dimostrato un accompagnatore impareggiabile che spesso si è giovato della collaborazione e dell’entusiasmo di Marco Ferrari.
Un gruppo affiatato e sempre attento alle spiegazioni delle varie e preparatissime guide russe, composto da una cinquantina di soci e non soci accompagnati da alcuni consiglieri (Mario Mazzi e Angelo Sgroppa) nonchè dal Collegio dei revisori dei conti della Banca di Credito Cooperativo di Borghetto Lodigiano (Flavio Cuppone, Roberto Cella e Vittorio Toninelli) al gran completo.
Un bel viaggio accompagnato, sulla via del ritorno, da un mesto sguardo dall’aereo in volo ma con la segreta speranza nel cuore di tornare un giorno a rivedere la magica terra di Russia. 
 

 


 

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